Yoga con Amore per diversamente abili

venerdì 6 ottobre ore 20:30
Presso Museo di Storia Naturale della Maremma
Strada Corsini 5 - Grosseto

L'incontro si aprirà con il saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali Mirella Milli e del Presidente della Fondazione "Il Sole" Roberto Marcucci.

Proseguirà con l'intervento di Fabio Pitti, Responsabile del Dipartimento di Yoga e Scienze Applicate del Centro Studi Bhaktivedanta, sui seguenti temi:

  • Perché lo Yoga viene considerato uno dei pilastri fondamentali per il futuro.
  • Lo Yoga come progetto socialmente utile per i diversamente abili.
  • Progetto "Yoga con Amore" a Grosseto per il nuovo anno.

Partecipa anche tu! 

"Nello Yoga non c'è diversità, ogni persona è espressione del suo essere nelle proprie potenzialità e limiti…" 

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Il Relatore dell'Incontro è Fabio Pitti, coordinatore del Corso Nazionale di Formazione Insegnanti Yoga e responsabile del Dipartimento di Yoga e Scienze Applicate. Ph.D. Indovedic Psychology” presso il Florida Vedic College. Adjunct Professor presso l’Università Dev Sanskriti University per l'insegnamento della disciplina dello Yoga e Direttore dell’Organismo di Valutazione per la certificazione a Norma UNI degli insegnanti Yoga. 

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Yoga e Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Progetto di utilità sociale:
 Yoga e concentrazione, un aiuto anche nell’affrontare i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

Il Centro Studi Bhaktivedanta ha avviato un progetto itinerante con lo scopo di divulgare i benefici che lo yoga può portare alla problematica della dislessia. Il progetto prevede eventi e collaborazioni a vari livelli con Amministrazioni comunali, altre Istituzioni, ASL e Istituzioni scolastiche.
 Il Progetto di utilità sociale “Yoga e concentrazione: un aiuto anche nell’affrontare i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)” ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadinanza e associazioni in merito al positivo contributo che l’antica disciplina dello Yoga è in grado di offrire. Alla luce di recenti scoperte scientifiche l’approccio e la visione dello Yoga nel suo insieme offrono un’interessante integrazione ai percorsi ufficiali volti al miglioramento della vita, all’armonizzazione delle relazioni e a problematiche specifiche.
 Lo Yoga può essere un utile strumento per gestire le relazioni e il vissuto (talvolta carico di bassa autostima, nervosismo, preoccupazione...) dei ragazzi e degli adulti coinvolti, aiutandoli a controllare ed elaborare le emozioni e l’approccio verso le proprie difficoltà. 
Particolare attenzione sarà posta alle famiglie con figli in età scolastica.
 A oggi il progetto ha avuto partecipazioni a vario titolo come quelle dell’Assessorato alla Cultura e Istruzione pubblica del Comune di Ponsacco, l’Associazione Italiana Dislessia di Pisa, del Comitato Toscano del Centro Sportivo Educativo Nazionale, del Centro Studi Sociali G. la Pira, Istituto Comprensivo Niccolini di Ponsacco, progetti formativi internazionali con Università di Malta con scambio di ragazzi di scuole bolognesi e scuole maltesi (progetto Europeo Dyslexia Teens Dialogue Application), Istituto Comprensivo Centro Storico di Rimini e progetti educativi con Istituti italiani che coinvolgono studenti, genitori e insegnanti. Il progetto prevede Conferenze gratuite, Incontri pubblici, Percorsi didattici e formativi con tutte le Istituzioni pubbliche e private che si mostrano sensibili alla tematica e desiderano collaborare per creare eventi nel proprio territorio. 

 

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fabio Pitti

Come prepararsi al pranayama

Nella tradizione vedica il momento del risveglio è una fase importante della giornata e dovrebbe avvenire il mattino presto. Tradizionalmente l’orario migliore per praticare lo Yoga va dalle 4 alle 8 del mattino, detto periodo è conosciuto come brahmamurta.

La prima cosa che si dovrebbe fare appena svegli è la purificazione del corpo. Questa purificazione dovrebbe essere interna ed esterna. Il mattino presto è il momento migliore per eliminare feci e urina per purificare il corpo interno dalle tossine e dagli scarti. Per favorire questa pratica da svolgere al mattino dovremmo abituarci a un regime alimentare sano e leggero soprattutto alla sera, questo permetterà di poter acquisire costanza e regolarità nella purificazione mattutina.

Dopo la purificazione interna si procede a quella esterna con una buona doccia precedendo prima con la pulizia dei denti e della lingua. Per i denti è utile utilizzare un dentifricio a pasta naturale e per la lingua un raschietto che utilizzato per 10/15 volte permette di migliorare le funzioni del gusto e rimuovere i batteri morti. Prima della doccia possiamo massaggiare la testa e il viso con olio di sesamo per stimolare i marma qui localizzati. In caso di eccesso di muco o vie nasali non perfettamente libere si può praticare jala neti. Coloro che hanno necessità di fare la doccia con acqua calda, dovrebbero comunque bagnare la testa con acqua fredda, soprattutto nella sommità, in corrispondenza di adhipati marma per favorire la lucidità ed il rasserenamento psichico.

I vestiti adatti alla pratica Yoga dovrebbero essere comodi e puliti, meglio se di colore chiaro. Iniziare il pranayama scegliendo il modo di sedersi tra sukha-asana, vajra-asana, svastika-asana, siddha asana, padma-asana. Dopo dieci minuti si è in grado di recitare il mantra con l’ausilio del japa mala (corona di grani). Per l’uomo moderno il mantra consigliato è il mahamantra, come indicato nella Kalisantaranopanishad

Fabio Pitti

Differenti tipi di respirazione con cenni Yoga e Ayurveda

La respirazione si può classificare in quattro tipi: la respirazione alta o clavicolare, quando sono soprattutto i relativi muscoli del collo ad attivare le parti superiori dei polmoni. La Respirazione intercostale o media, quando sono attivate soltanto le parti centrali dei polmoni. La respirazione diaframmatica o bassa, quando sono attivate soprattutto le parti inferiori dei polmoni, mentre le parti superiori e centrali rimangono meno attive e la respirazione totale o completa, quando tutti i polmoni vengono usati al massimo della loro capacità.
Di ogni polmone si descrive una parte inferiore, detta basale, una intermedia e una superiore, detta apicale. Questi termini ci tornano utili per descrivere come avviene la meccanica respiratoria.
Descriviamo un ciclo respiratorio completo come una espirazione seguita da una inspirazione. Può anche, ma non sempre, esservi una apnea. Se il respiro si ferma subito dopo vuotati i polmoni, parliamo di apnea post- espiratoria nello yoga bhaya kumbhaka. Se il respiro si ferma subito dopo riempiti i polmoni, parliamo di apnea post-inspiratoria, nello yoga conosciuta come antara kumbhaka

Lo Yoga nella prospettiva della Bhakti (Al tavolo per la pace - Duomo di Pontedera)

Prima dell’incontro al quale siamo stati invitati sul tema “Mai il nome di Dio può giustificare la violenza” abbiamo offerto un’invocazione in lingua sanscrita dal nome Mangalacarana  appartenente alla tradizione che rappresentiamo, la Bhakti Vaishnava. Questa invocazione recitata insieme ad altri mantra può ben testimoniare lo spirito della devozione e della reverenza nei confronti del Signore Supremo e di tutte quelle persone che si dedicano ad una vita santa e luminosa, dove violenza e cultura dell’odio non trovano posto. 

Siamo dunque felici di essere stati invitati a questo incontro in quanto condividiamo appieno lo spirito e il messaggio che si vuole trasmettere. Concordo con il moderatore che ha introdotto la discussione apostrofando come truffa ogni tentativo di utilizzare presunti valori religiosi per giustificare atti di violenza.

Secondo la visione della bhakti la violenza gratuita è lontana dal vero spirito religioso in quanto non aderente al volere del Signore Supremo. Questo fondamentale presupposto è del tutto naturale per le persone che fanno ricerca spirituale in modo serio e sincero. Con piacere vi leggo uno dei tanti passaggi della rivelazione della tradizione Vaishnava che chiarisce l’importanza della non violenza e che troviamo nella Bhagavad-gita, testo che fa parte dell’opera conosciuta come Mahabharata. Tale libro, nella cultura indiana, è ritenuto essere uno dei riferimenti più rappresentativi per quel che riguarda la rivelazione divina. 

Leggiamo dunque il verso 29 del capitolo V.

Questo shloka (strofe) chiarisce un passaggio fondamentale per il ricercatore spirituale, poiché spiega quali sono le caratteristiche del Divino e ciò che ne consegue quando ne diventiamo consapevoli:

 

bhoktaram yajna-tapasam 

sarva-loka-mahesvaram 

suhrdam sarva-bhutanam 

jnatva mam shantim rcchati