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Yoga e diabete di tipo 2 (DMT2)

 

 

 

 

 

 

Da anni sentiamo parlare degli effetti benefici dello yoga su corpo e mente, e oggi in mondo in cui sempre più persone decidono di avvalersi di terapie e conoscenze complementari o alternative si cerca di dare una risposta scientifica a questi effetti e lo yoga comincia ad essere studiato anche da chi fa ricerca medica, in india e non solo. 
Diversi studi sono stati condotti sul ruolo protettivo e di controllo dello yoga sul Diabete di tipo 2. 
Il Diabete mellito di tipo 2 è un disordine cronico del metabolismo glucidico ad eziologia multifattoriale, caratterizzato da uno stato di iperglicemia mediato da un’alterazione della secrezione insulinica (deficit di secrezione), ed una concomitante alterazione dell’attività biologica dell’insulina (insulino-resistenza). 
L'insulina è l'ormone prodotto e secreto dalle cellule beta del pancreas e la sua azione fondamentale è quella di permettere l’ingresso di glucosio (zucchero) nelle cellule. Senza l’insulina, il glucosio resta in circolo aumentando sempre più il livello della glicemia e privando le cellule della loro fonte primaria di energia.
Secondo i dati ISTAT circa 3 milioni di persone in Italia soffrono di questa patologia. Si manifesta in genere dopo i 30-40 anni ed è associato a uno stile di vita così detto "diabetogeno": alimentazione eccessivamente ricca di calorie, sovrappeso, obesità, scarso esercizio fisico. 
Una sovralimentazione prolungata causa una produzione d’insulina a livelli costantemente elevati, nel tempo le cellule dell’organismo perdono gradualmente la loro sensibilità all’insulina (insulino-resistenza) e ciò si traduce in un aumento permanente dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).  Il glucosio essendo un nutriente essenziale per il nostro organismo, arrivato al rene normalmente viene filtrato e poi riassorbito, ma nel caso in cui i livelli superino la soglia renale il glucosio viene escreto con le urine, da qui l’aggettivo mellito che significa dolce, storicamente la diagnosi era fatta assaggiando le urine.

Tra I sintomi principali troviamo la polidipsia (aumento della sete), poliuria (aumento della formazione ed escrezione delle urine) polifagia ( aumento della fame), spesso non vengono collegati all’iperglicemia e questo fa del diabete un "kller silenzioso" poiché le sue manifestazioni peggiori si hanno a causa della cronicità della malattia non trattata. In particolare complicanze  che riguardano diversi organi e tessuti, soprattutto gli occhi (retinopatia diabetica), i reni (nefropatia diabetica), il cuore e i vasi sanguigni (malattie cardiovascolari, aumento rischio di ictus e infarto) e i nervi periferici (neuropatia diabetica, con perdita di sensibilità e dolore agli arti). 
In Ayurveda il diabete (Prameha) è classificato in base al dosha maggiormente coinvolto. Il diabete mellito di tipo 2 era stato descritto da Charaka, lo chiamò Madhumeha che significa “miele nelle urine” in seguito anche Sushruta ne descrisse la fisiopatologia secondo la dottrina dei tre dosha,  Kapha Pitta e Vata, e fu dichiarata Kashtasadhya cioè difficile da curare. Nella visione bio psico spirituale dell’ayurveda i dosha rappresentano le tre energie che partecipano alla costituzione dei tessuti fisici e i guna Sattva Rajas e Tamas quelli mentali. Il  diabete mellito è collegato ad uno squilibrio del dosha Kapha e una prevalenza dei guna Tamas e Rajas.
Kapha potremmo visualizzarlo come l’unione dei due elementi naturali Acqua e Terra, rappresenta le energie e i sistemi metabolici che regolano l’acqua, la massa e la forza nel corpo.  Un eccesso di Kapha porta ad aumento del peso corporeo, e Tamas è associato alla pigrizia, letargia, mancanza di volontà e questa condizione porta spesso ad essere attratti da una alimentazione caratterizzata principalmente da grassi e carboidrati, da una intolleranza all’esercizio fisico e quindi ad una maggior predisposizione all’aumento del peso fino all’obesità che è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del DMT2.
Il trattamento si basa inizialmente sul cambiamento dello stile di vita, una dieta equilibrata e controllata, esercizio fisico e in seconda battuta l’utilizzo di farmaci sintetici.
L’alimentazione gioca un ruolo centrale nella cura delle malattie fin dai tempi di Ippocrate, e anche Krishna nella Bhagavad-gita XVII.8-10 ci parla dell’alimentazione come aspetto importante per il mantenimento della salute fisica e psichica:
“I cibi graditi a coloro che sono situati nella virtù accrescono la durata della vita, purificano l'esistenza e danno forza e salute, felicità e soddisfazione. Questi alimenti sono succosi, grassi, sani e graditi al cuore.
I cibi troppo amari, troppo aspri, salati, piccanti, pungenti, secchi e bruciati sono e da chi è dominato dalla passione (rajas). Essi generano sofferenza, infelicità e malattia.
Il cibo cotto più di tre ore prima di essere consumato, privo di gusto, decomposto e putrido, e il cibo costituito di avanzi e di cose intoccabili, piace a coloro che sono dominati dalla più oscura ignoranza.”
Uno studio condotto alla Dev Sankriti University di Haridwar e pubblicato sul “Interdisciplinary International Journal” Dicembre 2012 ha mostrato un’efficace capacità ipoglicemizzante di una preparazione di 8 fitoterapici naturali tra cui Curcuma e Cannella, associata a una dieta restrittiva, per un anno, i pazienti hanno mostrato una riduzione della HbA1c o emoglobina glicata di più di punto percentuale e una abbassamento della glicemia di circa 50 mg/dl (risultati basati su analisi pre e post trattamento su un campione di 15 pazienti selezionati secondo parametri specifici).
Inoltre lo yoga può contribuire al controllo e alla prevenzione del diabete. Spesso lo yoga si associa solo alle asana, alle posture, ad un lavoro che può apparire statico, ma prima di tutto occorre ricordare che tradizionalmente la pratica dello yoga è associato ad uno stile di vita caratterizzato da nyama e yama, le cose da fare e le cose da non fare e cioè astenersi da tutte quelle attività ed abitudini alimentari, fisiche e mentali che sono di ostacolo per lo sviluppo di un equilibrio psicofisico, inoltre la respirazione e le asana giocano un ruolo importante nell’omeostasi metaboliche del nostro organismo, e anche sul metabolismo glucidico implicato nel Diabete mellito.
La pratica regolare di asana yoga, meditazione, pose ed esercizi di respirazione può migliorare il metabolismo, stimolare il fegato e il funzionamento del pancreas, regolando in tal modo i livelli di glucosio nel sangue.

Ecco alcune delle asana yoga indicate sono la:

  1. Mandukasana, esercita una pressione sul pancreas, stimolando così le cellule beta.
  2. Yogamudrasana - anche questa esercita molta pressione sullo stomaco e pancreas.
  3. Paschimottasana questa asana migliora il funzionamento del fegato, del pancreas e dei reni.
  4. Ardha Matsyendrasana - per il recupero di pancreas.

Matteo Alinghieri (Undergraduate Student)

Bibliografia e studi

- Bhaktivedanta Swami Prabhupada, Bhagavad gita
- Harrison, Principi di medicina interna
- David Frawley, Ayurveda e la mente
- “Clinical evaluation of an Ayurvedic Formulation in the management of Avaranajanya Madhimeha” Devashish Bhardwaj, Veenit K. Agnihotri and Pranav Pandya Dicembre 2012
- “Role of Yoga in Preventing and Controlling Type 2 Diabetes Mellitus” Manoj Sharma, MBBS, MCHES, PhD
Adam P. Knowlden, CHES, MBA, MS University of Cincinnati, Health Promotion and Education Program and Public Health Sciences, Cincinnati, OH, USA
- Dati ISTAT Epicentro Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica.

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